Life is not meant to live in one place..

Il mio desiderio di vivere all’estero e’ nato un bel po’ di tempo fa. Da adolescente ero un appassionata della serie televisiva Americana Beverly Hills 90210 (Ma chi non lo era negli anni 90?). Le avventure di questi ragazzi liceali in california, la storia d’amore tra Brenda e Dylan, i jeans corti stracciati a vita alta di Kelly Taylor, gli house parties nelle ville di Beverly Hills.

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(Beverly Hills 90210, serie TV)

Sono sempre stata una ragazzina testarda e quando mi metto in testa una cosa o un obiettivo lo devo raggiungere, no matter what. Per cui qualche anno dopo, tempo di scoprire che il mio sogno di frequentare un anno di liceo in USA potesse essere una cosa realizzabile e di convincere mio padre (mia madre si e’ convinta in 5 minuti), nel giro di pochi mesi grazie all’associazione EF i miei documenti per iniziare questa avventura erano pronti: Sarei partita per la terra di UNCLE SAM!

Peccato che le cose non siano proprio andate come desideravo in termini di scelta della location. Io gia’ mi immaginavo per le spiagge di Malibu’ a fare lezioni di surf e invece mi sono ritrovata a trascorrere 12 mesi alla Leonardo Da Vinci High School di Buffalo, nello stato di New York. Avete mai sentito parlare delle cascate del Niagara? beh, Buffalo si trova proprio li, al confine con il Canada. Certo di neve ne ho vista tanta in questa parte della north east coast americana, ma e’ stato comunque un anno indimenticabile, tough, specialmente all’inizio in cui il mio inglese si limitava ad un vocabolario di 300 parole max. Ricordo ancora la prima cena con la fmia Host family: MAC&CHEESE and Ben & Jerry Oreo Ice Cream.

Avevo 16 anni quando mi sono trasferita in america per la prima volta, e quell’anno mi ha cambiata tantissimo e mi ha fatto capire di come non fossi fatta per stare in uno stesso luogo a lungo.

Le 5 cose che non scordero’ mai del mio 4 anno di liceo nel NY state sono:

  1. Arrivare in limousine con le mie compagne di scuola al Prom (Ballo di fine anno) con i nostri vestitoni stile cenerentola
  2. Aver fatto parte della squadra di baseball femminile (il softball)
  3. Il thanksgiving dinner a casa della mia famiglia americana in Connecticut
  4. La mia foto ufficiale nell’ year book  della High School come the “girl with the prettiest eyes”
  5. Il meraviglioso spring break alle Hawaii

La mia seconda avventura all’estero e’ stata alla University of Washington in Seattle. Altra esperienza incredibile dove ho conosciuto persone fantastiche con cui sono ancora in bellissimi rapporti. Frequentare un college americano, gli house parties, le partite di football la domenica allo stadio della UW a tifare gli Huskies e fare drinking games sono alcune delle cose che mi rimarranno nel cuore per sempre. E proprio a Seattle e’ iniziata la mia passione per grey’s anatomy 🙂

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(Drinking games at the Huskies football game, Seattle, WA)

Dopo Seattle sono tornata nella mia città’ per un po’ …..e vi dirò  che a Bologna, da studente universitaria, non si sta per niente male. Ma e’ inutile, io a casa non ci so stare, per cui qualche anno dopo ho sottomesso la domanda erasmus per Londra (questa volta avevo deciso di rimanere piu vicino a casa), e dopo ancora per il dottorato …e’ già, proprio alla University College London ho deciso di intraprendere il lungo e tedioso percorso di PhD.

Londra l’ho amata e odiata ma soprattutto tanto amata. it is true what they say:

When a man is tired of London is tired of life 

Questa citta’ puo offrirti tutto, dall’arte e cultura, ai ristoranti di varie cucine, aI parchi, la musica dal vivo, le mille etnie diverse…ma la londra da turista non e’ la stessa della londra da viverci. Non e’ la Londra dello shopping a oxford street, o delle visite a buckingham palace. Londra per chi ci vive e’ una cita dura, e’ una citta’ in cui le persone sono molto concentrate a fare carriera,  a camminare a testa a bassa ai 100km all ora per Totthenam Court Road per non perdere la prossima metropolitana, gli expats qui lavorano fino a mezzanotte negli uffici della city, e finiscono ad ubriacarsi di pints of beer il venerdì iniziando alle 5 del pomeriggio. Vivere a londra vuole dire dover gestire la presenza di un topo nella tua casa vittoriana che ha un carpet di quasi 40 anni, non ha una sala da pranzo ma che comunque paghi 1000 sterline mensili di affitto.

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(la mia casa vittoriana a North London)  (Tower Bridge, London)

A londra per andare a trovare un amico che vive South ci metti in media 65 minuti. Il sole lo vedi 20 giorni all’anno, cosa che ti pesa specialmente il 15 di agosto quando I tuoi amici italiani postano foto in sardegna, puglia o toscana e tu ti stai riparando da una pioggia battente, con impermeabile addosso sotto il tetto di un negozio in carnaby street. A Londra, quando arrivi a fine mese con 100 sterline nel conto impari a cucinare Jacket potatoes and baked beens per sopravvivere.

Ma londra e’ londra…..quanto mi manca la magia e l’atmosfera di quella grigia città!

A londra ho imparato ad apprezzare il Tea del pomeriggio. Ho mangiato buonissimi Sunday Roast (grazie al meraviglioso chef Paul). Ho capito che gli inglesi sono freddi, ma quando ti conoscono sono amici per la vita, leali e super fun to go out with! Ho imparato ad apprezzare una giornata di sole, in cui milioni di londoners si precipitano nei parchi ( Il mio preferito e’ senza dubbio Regents Park) a fare pic-nic, giocare a frisbee e bere pimms. Alcune delle esperienze più indimenticabili della mia vita le ho fatte proprio a Londra: tra cui cantare all X-Factor di fronte a 60 mila persone alla Wembley Arena e vedere Djokovic giocare a Wimbledon.

A london town ho iniziato a bere la guinness e a mangiare I fish and chips, ho iniziato finalmente ad apprezzare quanto sia bella casa mia a bologna, con le piastrelle in marmo, le finestre con le persiane, e il bagno con il bidet.

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(Drinking Guinness at The Narrow Boat, il mio PUB preferito di Londra)

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(Giornata a Wimbledon con Giacomo) 

A londra ho costruito una seconda famiglia, con cui ho condiviso pianti, momenti di gioia, serate di follia a shoreditch, brunch a primrose hill, rides sugli autobus notturni di ritorno dalla west end e bevute sul london regents canal. 6 anni di ricordi che porterò’ sempre con me.

E da poco piu’ di anno mi trovo qui, nella sunny Florida, contea di PALM BEACH. Il cui solo nome fa invidia ai miei amici italiani. “Beata te che hai il sole e mare tutto l’anno.” mi sento spesso dire. Ma ancora una volta, sono lontana da casa. Ho ricominciato da capo. Amicizie e abitudini. Ma della mia vita floridiana vi parlero’ nei prossimi articoli….Ancora non so quanto rimarro’ in Florida e ancora meno cosa mi preserva il futuro. La prossima meta la devo ancora stabilire. D’altronde, questa e’ la mia vita. 

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(West Palm Beach, view from Rooftop)

Le mie esperienze all’estero mi hanno permesso di confrontarmi con culture completamente diverse dalla mia, e di conoscere persone che si sono messe in gioco come me e che hanno lasciato un impronta nel mio cammino.Cosa ho capito da queste esperienze fino ad ora?

Che quando cominci a vivere all’estero diventa un addiction a cui non puoi piu’ fare a meno

Perché fare un esperienza all’estero? Avrei un paio di motivi che rispondono a questa domanda:

  •  Perché imparerai ad apprezzare casa e le tue radici.
  • Perché e’ il modo migliore per ritrovare se stessi.
  • Perché diventerai piu forte nell affrontare le sfide che la vita ti porrà davanti.

 E perché il mondo e’ meraviglioso e vale la pena di essere esplorato!

 Il mio consiglio di oggi per te caro lettore: Esci dalla tua confort zone e parti…….c’e sempre tempo per tornare a casa…..

 

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(On top of the 20 Fenchurch street Rooftop, London Skyline, view of the Shard) 

18 pensieri su “Life is not meant to live in one place..

  1. Ed eccomi… ti parlerò nella mia più assoluta sincerità; è ovvio, abbiamo due esperienze di vita diverse, tu ti sei già catapultata in Londra, mentre io (ci può stare anche noi in questo caso) vivo con l’idea di catapultarmi in questa città una volta conseguita la laurea e ne parlo più da sognatore che da persona che ci ha vissuto. Questo è vero. Ma, credimi, il fatto di dover lottare, sudare, ma poi alla fine tirare carriera, mi piace, mi affascina, il fatto di dover arrivare alla fine del mese con anche meno di 100 sterline è una cosa che credo sia giusto, è un passaggio della vita, perchè poi sono queste le cose che si ricorderanno, sono questi forse i momenti più belli della vita… e qui voglio essere chiaro, a Londra come anche in altre parti del mondo, ti è permesso fare ciò, ti senti spinto a farlo, cosa che in Italia, a mio modo di vedere, è quasi impossibile. E’ certo che se ti parlo così, te ne parlo da persona che di esperienze ne ha lette ed ascoltate, è vero, non le ho provate sulla mia pelle… ma ti giuro che non vedo l’ora di “prenderle” da Londra o da qualsiasi altra città in cui il destino mi porterà. E credimi, il tuo è un bellissimo articolo, che parla di bellissime esperienze vissute, prendi questo come uno sfogo da amico ad amico, una chiacchierata ecco, e se senti di poterci dare qualche consiglio non esitare a scrivercelo, anzi, lo apprezziamo molto, perchè amiamo leggere ed ascoltare questo tipo storie, perchè sono queste che insegnano tanto della vita, di come va affrontata.. e la tua sembra essere davvero una bella storia che seguiremo con molta attenzione per imparare sempre qualcosa di nuovo 😀
    Michele

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  2. Dalle tue parole esce un grande entusiasmo. Mi ricordi me quando ho deciso di intraprendere i miei primi corsi. Il mio consiglio e’ di partire, di fare queste esperienze e si, assolutamente di metterti ( o mettervi ) in gioco in paesi come Londra, gli USA, dove la meritocrazia esiste ancora. Inoltre, vivere al di fuori della tua comfort zone ti cambierà’ per sempre ( in meglio!). Per Qualsiasi consiglio, non esitate a scrivermi!! Good Luck on your life Journey!!!!!

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  3. Tesoro mi hai fatto scendere una lacrimuccia.

    Tutto ciò che dici is sooo true! Riesci ad esprimere benissimo a parole le sensazioni che hai provato negli anni abroad, l’aria che hai respirato, la gente che hai conosciuto, le mille emozioni contrastanti che ti fanno iniziare la giornata in a bad mood e finire alle stelle.

    Brava, bellissimo blog. Continua ad emozionarci scrivendo! TVB forever and ever.

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  4. Io ho viaggiato molto, ma sempre in vacanza, mai per fare questo genere di esperienze. Credo che la paura di non farcela mi abbia sempre tenuta qui, e ogni anno che passa mi sembra sia sempre più tardi per provarci. Il primo piccolo passo di uscita dalla mia comfort zone lo sto facendo organizzando questo mese intero negli Stati Uniti, ok, sarò sempre in vacanza, ma sarà un’esperienza completamente diversa da quelle a cui sono abituata!
    Tra l’altro siamo “vicine di casa”, ti scrivo da Ravenna, e qualche anno fa ho vissuto per pochi mesi a Bologna!

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  5. Io ho provato a seguire il tuo consiglio di uscire dalla confort zone. Ci ho provato tanto tempo fa quando nacque in me la passione per i viaggi e decisi di mettere nero su bianco ciò che imparavo nelle mie esplorazioni. Ci ho provato quando ho aperto il blog e non a caso il suo motto è proprio” Life begins at the end of your confort zone” . Ci ho provato all’epoca e ci provo tutti i giorni perché è proprio vero che se ci lasciassimo andare avendo meno paure, il mondo là fuori ci apparirebbe ancora più bello! 😘

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  6. Bellissimo post!!! E da Bolognese (sono un po’ anch’io un tortellino all’estero! 😉 ) da quasi vent’anni trapiantata nella terra del fish’chips non posso che essere d’accordo con la tua descrizione di Londra! 🙂

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