Oxford, da due punti di vista differenti

Quando sentivo parlare di Oxford da ragazzina la associavo principalmente ai libri di Harry Potter di cui ero una grande fan: Le eleganti cene formali nella magica dining hall di Hogwarts dove il cappello magico decideva la sorte dei vari maghetti.

Scherzi a parte, Oxford e’ sempre stata nella mia testa una cittadina dove studiassero piccoli geni che un giorno avrebbero fatto tanta strada, ma non ho mai sentito il forte desiderio di visitarla durante la mia vita a Londra nonostante fosse proprio li’, ad una ora di macchina dalla City.

Il mio legame con Oxford nacque nel Maggio 2014 in seguito ad una relazione sentimentale fuori dagli schemi con un ragazzo italiano che a quel tempo stava portando avanti il suo dottorato. Ed e’ stata proprio la ricerca a farci incontrare ad una conferenza a Liverpool dove le nostre strade si incrociarono la prima volta per poi successivamente sfociare in una love story come quella nei film. Ancora oggi quando ci penso mi viene il sorriso…

La Oxford che ho visto io e’ stata attraverso gli occhi di una ragazza innamorata, che passava a contare i minuti su quel Oxford Tube ( il pullman che ti porta da Londra centro a Oxford) che l’avrebbe portata da lui.

Ma parliamo di questa meravigliosa cittadina: Un fine settimana ad Oxford a mio avviso deve contenere almeno la tappa alla boat house dove si noleggiano i punting per navigare sull’Oxford Canal. Ancora ricordo con piacere quel pomeriggio di sole, noi 4 dottoranti con bottiglia di prosecco appresso a navigare tra i fiumi della citta’. Consiglio a tutti quelli che decidono di visitare la citta’ di provare questa esperienza. Un altra tappa da non perdere in Oxford town e’ la visita alla Bodleian library: l’odore dei libri vecchi, quei soffitti meravigliosi sono due delle tante cose che la rendono davvero affascinante. E come vi ho accennato prima, inmancabile la visita al Christ Church College (e non solo per  i fan di Harry Potter!).

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Insomma, la Oxford raccontata sulle guide turistiche e’ quella delle visite guidate ai collegi, ai musei gratuiti che la citta’ ha da offrire, e dei tour ai giardini botanici.

Ed e’ vero, Oxford e’ magica, proprio come Hogwarts. Ti travolge con la sua storia, gli edifici in stile gotico, con i suoi bellissimi collegi, gli autentici pub inglesi e con i suoi tanti parchi fioriti.

Ma La Oxford che ho conosciuto io e’ quella degli studenti universitari e dei dottorandi, dei mille ragazzi provenienti da diverse parti del mondo che girano in bicicletta e si ritrovano al parco a fare le study sessions. E’ la Oxford degli house parties, del Whiskey Tasting  e delle passeggiate nelle campagne di Port Meadow la domenica mattina ancora un po’ in hangover per le troppe birre bevute alla Turf Tavern.

Mi sono chiesta diverse volte cosa fosse quell’ingrediente segreto che rendeva Oxford cosi affascinante ai miei occhi. E solo vivendola ho capito che il fascino vero di questa citta’ inglese sta nei giovani talenti che ci vivono, provenienti da diverse parti del mondo. Gli stessi giovani che con la loro determinazione, passione e ambizione sono riusciti a venire a studiare in uno dei posti più’ prestigiosi al mondo. (Per certi aspetti mi ricorda la mia citta’ di origine, Bologna, dove ha sede la piu’ antica universita’ al mondo e che ogni anno accoglie tantissimi studenti da tutto il mondo).

IMG_7427Certamente, ci sono tanti altri posti suggestivi da visitare se vi trovate a Oxford che non menzionero’ in questo articolo. Quello che a me personalmente rimarrà sempre nel cuore di questa piccola cittadina sono:

  • Le Cene formali al Brasenose College
  • I PicNic a Port Meadow in una giornata di primavera inglese a bere Pimms in compagnia di amici
  • Assistere a un teatro Shakespeariano all’aperto al st. Catherine College

and yes, spero che i miei figli un giorno studieranno a Oxford…….

 

FROM OXFORD WITH LOVE

(by Camilla, http://www.haveasafejourney.com)

Era una calda giornata estiva e, non chiedetemi come, non chiedetemi perché, Melis ed io decidemmo di andare a Oxford, prendendo il primo treno del mattino da King’s Cross. C’era qualcosa di strano, nel lasciare Londra per la prima volta da quando eravamo arrivate. Nel lasciare il caos della city, la tube sempre piena, i turisti di Oxford Street. Sul treno, con un caffè americano in mano, con ancora il segno del cuscino sulla guancia, abbiamo visto scorrere la periferia di Londra, zona dopo zona, fino a quando il ricordo della spumeggiante city era ormai lontano. E così siamo arrivate, di sabato mattina a Oxford.
Ci guardiamo in giro e il mio primo pensiero, devo ammetterlo, è stato: ma siamo nel posto giusto? Perché dopo tre settimane a Londra, quella calma sembrava surreale. Per le strade non c’era nessuno, c’era silenzio, calma… abbiamo passeggiato per le stradine di Oxford, imbucandoci nei campus, provandoci a sentire anche noi parte di quella piccola realtà tutta sua.
E a Melis, tutto ciò è riuscito bene… sdraiata in uno dei parchi di cui non ricordo il nome, sorseggiando quel cider gusto lampone di cui io non tolleravo manco l’odore, si era messa a fare discorsi sulla vita, quelle cose che fai quando hai esaurito ogni altro argomento. Io invece, seduta con la schiena contro un albero, a godermi il tramonto, non vedevo l’ora di tornare a Londra, nel caos. Certo, Oxford è un gioiellino, a misura di studente, con tanto di pub, di parchi, e siamo tornate entrambe con la classica felpa mainstream della Oxford University. E se tornassi indietro, quella mattina prenderei comunque quel treno, anche solo per togliermi lo sfizio. E la consiglierei, anche solo per vivere una giornata come nei film, passata a leggere un libro in uno dei parchi, mischiandosi tra gli studenti… perché passare per Oxford, almeno una volta, merita.

 

 

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